27 gennaio: un viaggio per la memoria

Era il 2002 quando, insieme alle mie compagne del liceo, partimmo per la famosissima gita del quinto anno, cariche di aspettative e di voglia di divertirci.

La meta, poi, era quella che già ai tempi delle superiori rispecchiava le mie passioni e le mie attitudini: l’Austria, con le sue città più importanti, Vienna e Salisburgo.

A Salisburgo c’ero stata appena qualche mese prima, per un viaggio personale, ma fortunatamente – con la scuola – ho visitato angoli e attrazioni che la volta precedente mi erano sfuggite.

Vienna, invece, risultò una delusione: quanta voglia avevo di visitare quella città! *_*

Mi scoppiava il cuore dalla felicità…ma un giorno e mezzo fu pochissimo e, pensando che non eravamo nemmeno accompagnati da una guida, ma lasciati allo sbando, la scoperta di quella città che tanto occupava i miei sogni, si trasformò in una giornata trascorsa in giro per i negozi.

–> Fortuna che poi ho rimediato con il tempo! <–

Ma cosa ci passa tra Vienna e Salisburgo? Cosa si incontra lungo la strada che collega queste due caratteristiche città?

Il campo di concentramento di Mauthausen.

Giornata della Memoria 2018

Ph via www.mauthausen-memorial.org

Non sto qui a descrivervi come ci si arriva, quanto costa il biglietto, cosa si può vedere.

Ma vi dico che, a soli diciotto anni, fu la cosa più giusta che potessimo fare.

Non ricordo se con il professore di storia avessimo già studiato quel periodo ma, quando andavamo noi a scuola, questo concetto era già ben chiaro nella testa di tutti; apparteneva a ciascuno di noi.

Oggi, probabilmente, tanti ragazzi non sanno nemmeno di che cosa stiamo parlando. Tanta è la superficialità, poca è la cognizione storica e morale.

Conoscere quello che siamo stati, per diventare essere migliori, per non ripetere più gli stessi errori che hanno fatto questo mondo un luogo difficile.

Certo, la lezione non è facile da apprendere e lo si evince dalle numerose barbarie a cui quotidianamente oggi assistiamo. Ma non bisogna demordere, bisogna credere che combattere la cattiveria si può.

Camminare per i vialetti di Mauthausen fu davvero difficile e la giornata cupa non rese di certo il compito più facile.

Era tutto vero, nessun set cinematografico, nessuna foto tratta dai libri: quello, era il vero libro.

Alcune amiche mie non ce la fecero proprio ad entrare, altre lasciarono il percorso a metà, altre – come me – portano dentro il ricordo doloroso di quella non-vita trascorsa in quello che poteva essere un bel prato dove trascorrere giorni felici e che invece fu soltanto teatro di orrore.

Nel mio piccolo, ho cercato di approfondire la consapevolezza di quel periodo, per non restare indifferente, per non nascondermi dietro il “io non c’ero”.

Ho letto Anne Frank, Primo Levi, ho visto film, ho visitato la Topografia del Terrore a Berlino e il Monumento all’Olocausto; ho in programma altri viaggi in quei luoghi di distruzione fisica e morale, per non dimenticare mai.

–> Anche Berlino non dimentica <–

Non basta, ma io mi impegnerò – nel mio quotidiano – a essere migliore.

Il mondo è bello e bisogna viaggiare per scoprirlo…ma il mondo è stato anche cattivo e cancellarne le tracce, non significa cancellare anche quello che è stato.

Riportarle alla luce, invece, significa essere convinti di potersi migliorare.

Ricordatelo sempre, nelle vostre esplorazioni. Ricordatelo oggi, la Giornata della Memoria 2018.

La valigia di Cassandra

About La valigia di Cassandra

Scrivo e custodisco diari segreti da quando frequentavo le scuole elementari. Confidarmi, raccontare, ripercorrere i momenti più significativi della mia vita attraverso le parole, è donare le ali alla mia anima. La valigia di Cassandra è la mia naturale evoluzione 2.0, anche se ancora oggi annoto i miei pensieri su un foglio di carta...

4 commenti

  1. Quanta verità in quello che dici, effettivamente noi ex-ragazzini lo abbiamo appreso in modo “più naturale” passami l’espressione, forse perché i fatti erano ancora caldi e recenti. O forse anche per i meriti dei nostri insegnanti che all’epoca erano più “impegnati” passami quest’altra cosa… Ma oggi nonostante le commemorazioni e nonostante gli sforzi per non dimenticare, ho come l’impressione che gli orrori stiano sbiadendo. Mi chiedo una volta scomparsi gli ultimi sopravvissuti cosa rimarrà di tutto? Un ricordo sbiadito che non farà più rumore, che non farà più del male? Mi auguro di no ma l’attualità non promette bene 😦 Proprio no…
    Bell’articolo, molto sentito! 🙂
    PS: come va?

    • La storia è fatta di numerose, infinite vicende, che non tutti – me compresa – ricordano alla perfezione.
      Ti direi che è anche impossibile fare riferimento a ogni avvenimento. ma questo così vicino, così ancora attuale, così simile a tutto quello che sta accadendo oggi, non può essere ignorato…e tuttavia, come dici tu, sta proprio sbiadendo, per finire nell’oblio e far finta che non sia mai esistito.
      Che prospettiva da paura!
      Comunque grazie per aver letto l’articolo e per aver apprezzato! :*
      P.S. manca davvero poco…non so se sono più felice o terrorizzata! 😀

  2. Abbiamo letto libri scritti da chi lo ha vissuto, visto che film che lo hanno raccontato facendoci commuovere, ma credo che le sensazioni che si provano quando ci si trovi fisicamente nei luoghi dove è accaduto siano le più forti e quelle in grado di farci realmente capire quanto è stato grande quell’orrore. Viaggiare per scoprire, ma anche viaggiare per non dimenticare.
    P.S. Mi collego alla tua precedente risposta: stai già facendo il conto alla rovescia?

    • Non so se potremo mai capire veramente…fortunatamente è un periodo così vicino, ma anche così lontano per noi giovani. La paura è che queste cose possano ripetersi, perché l’uomo non impara mai…anzi! 😔
      Almeno noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di essere persone migliori.
      P. S. Manca così poco, che per paura non riesco a contare!!! 🙄🙂

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