Una brutta esperienza di volo

A volte partire con il piede sbagliato, ti guasta un po’ l’umore del viaggio e, per chi è scaramantico, è presagio che qualcosa andrà sicuramente storto.

Fortunatamente, non appartengo a questa categoria, altrimenti – dopo le prime ventiquattr’ore in Messico – mi sarei dovuta imbarcare immediatamente su un volo di ritorno.

Mi è capitato di tutto, infatti, e qualcosa ve l’ho già raccontato, come ad esempio il ritardo del volo e l’aver smarrito i bagagli a Detroit.

Quello che però non vi ho detto, è che ho fatto un’altra brutta esperienza strettamente correlata a queste due: volare con Transavia.

Quando, infatti, ho acquistato il mio biglietto aereo, ero convinta di aver prenotato sei voli con la compagnia KLM (sei, sì, avete capito bene…).

E invece, non appena ricevo i ticket, scopro che in realtà la prima tratta – quella da Napoli ad Amsterdam – sarà operata in code share con Transavia e le altre cinque tutte con Delta.

Ok, in realtà nessun problema: mi avevano parlato splendidamente di KLM, ma che sarà mai volare con Transavia o con Delta?

Sulla seconda compagnia, vi dico subito che secondo me non è attrezzatissima per i voli intercontinentali: sedili minuscoli, poche dotazioni come film o prese Usb e difficoltà a gestire il check-in online a causa dei visti per l’America.

Risultato, io e Aramis ci siamo fatti dieci ore di volo, uno a levante, l’altra a ponente; aereo strapieno e nessun cristiano di buona volontà disposto a scambiare il proprio posto.

Ma il peggio è stato volare con Transavia.

Vi avevo già detto che all’andata il nostro volo aveva subito un ritardo di quasi quattro ore, partendo così alle 00.30, anziché alle 21.00.

volare con Transavia

Abbiamo fatto le indagini del caso e non è stata colpa della compagnia. La causa era da trovarsi in una fitta nebbia che durante tutta la giornata aveva avvolto l’aeroporto di Amsterdam.

Il problema, però, sta nel fatto che Transavia ha gestito in maniera pessima questa problematica, non badando assolutamente ai disagi dei passeggeri, costretti ad attendere in aeroporto in piena nottata.

Innanzitutto, il check-in ha aperto molto tardi, quando solitamente – anche in causa di ritardo – bisognerebbe comunque garantire che l’orario venga rispettato (ma su questo, per onestà, mi riservo qualche dubbio).

Siamo stati con i bagagli attaccati alle costole per tutto il tempo, senza nemmeno poter fare una passeggiata comoda tra i negozi, almeno per ingannare l’attesa.

Quando poi, senza preavviso, hanno aperto il check-in, una sprovveduta assistente ci ha comunicato che – per ridurre i disagi – Transavia ci offriva un buono…bevanda in un bar che non era neanche segnalato!!!

Ma vi rendete conto che ormai erano quasi le 22 e noi ci trovavamo in aeroporto dalle 19???

Di certo non mi sarei messa a elemosinare in tutti i bar un bicchier d’acqua, sperando che fosse quello giusto. Intanto, io e Aramis ci eravamo preoccupati di trovare qualcosa da mangiare subito fuori all’aeroporto, perché ormai stavamo morendo di fame.

E bene abbiamo fatto perché, una volta saliti a bordo alle 00.30, distrutti, affamati e pieni di sonno, non ci hanno offerto neanche una fetta biscottata!

L’hostess ha avuto il barbaro coraggio di passare con il carrellino e le sue offerte a pagamento! O.o

Capisco che la politica della compagnia possa prevedere che il catering a bordo non sia gratuito, ma in una situazione di ritardo superiore alle tre ore, senza fornirci la benché minima assistenza, il minimo che potessero fare era quello di attuare un Piano B, da avere (secondo me) sempre a disposizione in situazioni come questa.

Inutile dire che, una volta atterrati, non ci hanno aiutato neanche per raggiungere le nostre destinazioni e – essendo ormai le 4.00 del mattino – la nostra navetta gratuita non era più disponibile; abbiamo dovuto spendere, così, €25.00 di taxi non rimborsato, anche se noi avevamo scelto quella struttura proprio per i servizi inclusi.

Perdonate lo sfogo ma, pur trattandosi di un ritardo dovuto a cause naturali, per me la compagnia doveva comunque essere responsabile del benessere dei propri passeggeri.

Quindi, per me…volare con Transavia? No, grazie!

La valigia di Cassandra

About La valigia di Cassandra

Scrivo e custodisco diari segreti da quando frequentavo le scuole elementari. Confidarmi, raccontare, ripercorrere i momenti più significativi della mia vita attraverso le parole, è donare le ali alla mia anima. La valigia di Cassandra è la mia naturale evoluzione 2.0, anche se ancora oggi annoto i miei pensieri su un foglio di carta...

12 commenti

  1. Assolutamente, hai ragione nel sostenere che avrebbero dovuto assistervi diversamente (e meglio)!
    Hai fatto benissimo a parlare di questa esperienza lo sfogo ci sta tutto anzi, io scriverei una bella letterina 😉
    Ma come uno a levante e l’altro a ponente?! Vi hanno pure diviso i posti? Ma è assurdo! O_O
    E con il buono-bevanda direi che si sono superati!

    • Il buono bevanda è stata proprio una presa in giro: come si fa a pensare che in tardissima serata, dopo tanta attesa, uno voglia semplicemente bere???
      Purtroppo se ne sono usciti elegantemente dicendo che non era colpa loro…ma qui mancano proprio le basi!!!!

  2. Ma che esperienza sfortunata!! Non ho mai preso né Transavia né Delta ma ci penserò bene se mai dovesse capitarmi l’occasione XD per fortuna il resto del viaggio è andato bene, no? Un bacione!

  3. Gli imprevisti possono capitare ma hai fatto benissimo a raccontarci questa esperienza cosi da farne uno sfogo 🙂

  4. Sai che quando ho prenotato il volo per Amsterdam per un momento sono stata tentata di prenotare con Transavia? Poi all’ultimo ho rinunciato per gli orari scomodi, e direi che ho fatto proprio bene! Lo terrò a mente per le prossime volte 🙂

  5. Ciao! Io sono ignorante in materia, ma credevo che le compagnie fossero più accomodanti e disponibili quando si vengono a creare certi disagi al passeggero! Brutta esperienza 🙁 Per fortuna poi la vacanza è andata molto meglio!

  6. che sfortuna! Non ho esprienze con Transavia, ma con Delta ho fatto più di un volo intercontinentale e mi sono sempre trovata bene.

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