Escursione alla Certosa di Padula

Complice la prima domenica del mese, quando gli ingressi ai musei e al patrimonio dei beni culturali sono gratuiti, all’inizio di giugno mi sono concessa una gita fuoriporta per visitare una località non proprio vicina a casa mia, ma comunque appartenente alla mia regione: Padula, con la sua Certosa di San Lorenzo.

Ho “assoldato” un paio di amici e la domenica mattina, dopo l’appuntamento (con comodità) sotto casa, ci siamo messi in cammino per questo paesino, che appartiene comunque alla zona del Cilento.

Volevamo riempire quanto più possibile la giornata, perché comunque – da Pompei – è necessario un tragitto di quasi due ore; per cui, studiando e ristudiando, avevo inserito nel programma anche il Battistero di San Giovanni in Fonte, che avrebbe costituito la nostra prima tappa.

Padula (2) San Giovanni in Fonte

Ph by Aramis

Come prima cosa, devo dire che solo il percorso compiuto per raggiungere queste località, è valso il cammino, perché ci siamo trovati immersi in un meraviglioso paesaggio rustico ed estivo, con campi di papaveri e spighe di grano dappertutto.

Padula (5)

Ph by Aramis

Padula (6)

Ph by Aramis

Quando siamo giunti al Battistero, invece, ci aspettavamo di trovare una chiesa un po’ più imponente, ma la sua localizzazione ci ha fatto trascorrere comunque una bella oretta.

Il Battistero di San Giovanni in Fonte, infatti, era un tempo una piccola chiesa utilizzata – naturalmente – per svolgere i battesimi, grazie alla fonte sulla quale sorge proprio la chiesa stessa.

Padula (4) San Giovanni in Fonte

Ph by Aramis

Padula (3) San Giovanni in Fonte

Ph by Aramis

Oggi ci sono solo pochissimi resti e l’ingresso è sempre gratuito ma, secondo me – se si è di passaggio nella zona – può sicuramente valer la pena fermarsi.

Tra l’altro, la zona è rinomata per la presenza di diversi agriturismi, per cui immagino che lo stesso Battistero venga visitato frequentemente, proprio da chi decide di fermarsi lì a pranzo: ottima scusa, direi!

Dopo questa breve visita, siamo saliti sul paesino di Padula, per lo più a passeggiare tra i vicoletti e a godere di un fantastico panorama, dal punto di osservazione chiamato, come sempre, Belvedere.

Padula (8) paesino

Ph by Aramis

Padula (10) panorama

Ph by Aramis

Oltre questo, non credo ci sia molto altro, seppur il paesino sia davvero caratteristico, ma i negozietti sono pochi (quasi zero) e le strade tutte in salita, per cui potrebbe risultare faticoso e un po’ noioso.

Padula (9) paesino

Ph by Aramis

Noi, infatti, ci abbiamo dedicato giusto una mezz’oretta, prima di partire in missione: trovare un’area attrezzata dove poter consumare il nostro pranzo al sacco!

Non avevamo voglia di chiuderci in un ristorante, ma più di trascorrere una giornata all’aria aperta, quindi ci siamo attrezzati e quando, dopo un bel po’ di cammino, abbiamo scovato questa piccola zona ristoro, siamo stati davvero felicissimi! ^_^

Padula (7) paesaggio

Ph by Aramis

Padula (13) pic nic

Naturalmente, niente brace o “frittata di pasta”, come vorrebbe un buon napoletano che si accinge a fare un pic-nic, ma semplicemente muffin salati, piccoli fagottini di pasta sfoglia e dell’insalata condita con noci e parmigiano. 🙂

E poi, il momento clou della giornata è arrivato: la visita alla Certosa di San Lorenzo.

Padula (14) escursione alla certosa di Padula

Ph by Aramis

Come ho detto all’inizio, abbiamo approfittato della prima domenica del mese per entrare gratuitamente, ma in realtà – se non sbaglio – anche negli altri giorni si paga pochissimo, tipo € 4.00 a persona.

La mia considerazione, è che il prezzo sia coerente, poiché si tratta di un complesso architettonico molto grande e interessante, con una storia notevole, ma in realtà è tenuto malissimo.

La prima sensazione che se ne ricava è quella di un grande abbandono, misto a desolazione, nonostante ci fossero comunque diversi visitatori all’interno.

Non abbiamo trovato nessuna guida ad attenderci all’ingresso (neanche a pagamento, per intenderci) e le uniche spiegazioni le abbiamo avute da un custode che ci ha indicato il percorso da seguire.

Padula (15) interno

Ph by Aramis

Se poi consideriamo che sul vialone principale c’erano tre piccoli bar che promettevano ancora rullini e videocassette, capirete immediatamente il clima di arretratezza che si respirava.

È un peccato, poi, perché all’interno sarebbe bellissimo, con degli angoli molto suggestivi, ma il vagar da soli, per quanto informati, ci ha fatto comprendere ben poco.

Padula (17) interno Cartosa

Ph by Aramis

Padula (18) interno Certosa

Ph by Aramis

Io consiglio ugualmente la visita, soprattutto a chi è della zona o si trova in vacanza in Cilento, perché questi beni culturali meritano valorizzazione, ma si dovrebbe fare molto di più per riscuotere maggiore riscontro e assicurare una visita che valga i chilometri impiegati per raggiungerli.

–> Scoprite qui gli altri gioielli poco conosciuti della Campania <–

Il risultato? Una bellissima domenica, comunque, che mi auguro di ripete presto!

Padula (12)

Bacio! :*

 

 

La valigia di Cassandra

About La valigia di Cassandra

Scrivo e custodisco diari segreti da quando frequentavo le scuole elementari. Confidarmi, raccontare, ripercorrere i momenti più significativi della mia vita attraverso le parole, è donare le ali alla mia anima. La valigia di Cassandra è la mia naturale evoluzione 2.0, anche se ancora oggi annoto i miei pensieri su un foglio di carta...

6 commenti

  1. Finalmente ci sei andata! Mi ricordo che tempo fa mi parlasti della Certosa e finalmente hai potuto vederla! Addirittura ancora i rullini?! E’ rimasto tutto come allora! O_O Mi confermi lo stato di stallo quindi…pensa che un paio di mesi fa inoltrai delle mail sia alla sovrintendenza della Certosa che alla ProLoco per chiedere info su orari, navette per il centro storico ecc. Volevo andarci via servizio sostitutivo delle ferrovie senza prendere la macchina. DESOLAZIONE più totale, mai nemmeno una risposta nemmeno dai canali ufficiali. La nostra terra è meravigliosa ma se fanno così non si devono lamentare se poi sprofondano nel baratro del nulla cosmico. Il turismo e l’accoglianza non si fanno in questo modo! 🙁
    Al di la di tutto la Certosa è superba, peccato non poterne usufruire con guida. E il centro storico? Non siete entrati nella casa museo di Joe Petrosino? Anche quella era nel mio itinerario. Comunque ti dico io cosa non ti ha portato bene….la pizza di spaghetti(noi la chiamiamo così) che non ti sei portata! hahahah
    Ciao un bacione!

    • Avevo pensato anche io di vedere la casa di Joe Petrosino, ma non sono “guerriera” come te, quindi ho preferito il pic-nic sul prato! 😛
      La pizza di spaghetti è universale ma, secondo me – per dare bene la sensazione della domenica sul Terminio – si dovrebbe dire “a’ frittat’ ‘e maccarun”…ti ricorda qualcosa??? :DDDD
      Comunque a me cadono proprio le braccia: quanti tesori che abbiamo nei dintorni e in Italia in generale, ma soprattutto al sud siamo proprio superficiali.
      Non si può mantenere una struttura del genere, dichiarata poi Patrimonio dell’Unesco, come se fosse il garage abbandonato di casa di tua nonna!!! >.< Ad ogni modo, la prossima volta mi porto pure le "tracchiulelle" e le percoche nel vino, così non ci penso più! 😉 Un bacione! :*

  2. Anche a me piace molto scoprire questi piccoli tesori fuori porta o comunque non lontanissimo dalla mia città, hai fatto bene ad approfittarne! Peccato che la certosa non sia gestita e valorizzata come dovrebbe 🙁 Penso sia un problema di molti beni culturali italiani, speriamo che in futuro cambi qualcosa!

    • Sai, la vedo proprio dura…non abbiamo affatto la cultura di valorizzare quello che abbiamo: se vai all’estero, mettono recinti e telecamere anche intorno a quattro pietre e noi ci siamo fatti crollare gli scavi di Pompei.
      Figurati se potevano mai occuparsi di una struttura come la Certosa, sicuramente poco conosciuta.
      proviamo ad approfittarne finché resta qualcosa in piedi! 🙂
      Un bacione! ^_^

  3. Pingback:#D come... – La valigia di Cassandra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *