#Fcome…

Vado dritta al punto: oggi è sabato e, come ogni settimana, arriva il momento del mio #alfabetodelviaggio. In particolare, questa mattina abbiamo appuntamento con la lettera F, per cui…#Fcome Fa caldo!!! 😀

Un inverno intero a lamentarci del freddo, un’estate a soffrire il caldo: diciamoci la verità, l’erba del vicino è sempre più verde e, tranne alcuni decisi davvero, difficilmente siamo contenti.

Io sono una di quelle che va come va il vento: tendenzialmente, amo il freddo e le destinazioni innevate, quelle da scoprire con sciarpa e cappello; ma proprio non amo la pioggia, per cui mi ritrovo spesso a pensare al caldo sole che ti riscalda e che ti asciuga, consentendoti di aprirti con allegria al mondo intorno.

Però d’estate l’imprecazione parte facile: quando ci sono le temperature di questi giorni, non puoi neanche respirare senza sudare e tanto tanto felice non sei! 😛

Vabbè…ma bando alle ciance, parliamo di cose serie! E cosa mi ricorda seriamente la lettera F?

Un mantra che ho acquisito da poco: fermarsi in viaggio.

Cosa vuol dire esattamente?

Fino a qualche tempo fa, lo standard dei miei viaggi era quello di svegliarmi al mattino molto presto (a orari che la mia sveglia non poteva immaginare neanche a casa), fare un’abbondante colazione, uscire e rientrare in albergo direttamente dopo cena.

Un tour de force per paura di non riuscire a vedere tutto, di non poter scovare ogni angolino dei fantastici posti che mi accingevo a visitare.

Il primo giorno a Berlino, abbiamo percorso 14/15 chilometri in un solo giorno, che la sera – dopo cena – le gambe ci facevano male come non mai ed era difficile anche riprendere, il giorno dopo.

Poi, ho capito che in viaggio, durante la giornata, bisogna fermarsi.

Perché la scoperta non è soltanto la ricerca affannosa di qualcosa da fotografare, ma anche sedersi nel parco più frequentato della città e osservare le abitudini quotidiane di chi quella città la vive; oppure, prepararsi per cena, dopo essersi riposati, e meravigliarsi di come le strade cambino colore al calar del sole.

Fermarsi in viaggio

Fermarsi in viaggio vuol dire muoversi al ritmo del luogo che ti ospita, coglierne le sfumature, non sentirsi turisti.

Ci ho messo un po’ di tempo per capirlo, e direi meglio tardi che mai, ma anche le esperienze pregresse hanno caratterizzato i miei viaggi e li hanno resi meravigliosi proprio per quel modo di viverli.

Poi si cambia (non tiro in ballo il fattore età, eh!) e l’evoluzione del viaggio fa parte dell’evoluzione della propria persona.

L’importante, è assecondare sempre e comunque i propri ritmi, i propri desideri e il proprio modo di intendere le cose: non esiste il viaggio perfetto, siamo noi a renderlo tale.

Ma soffermarsi un attimo ad ammirare un panorama, può soltanto arricchirci un po’ di più.

◊◊◊◊◊

Amici cari, come organizzate la vostra tabella di marcia? Quanto tempo dedicate all’“ascolto dei luoghi”?

Raccontatemi il vostro modo di viaggiare e tutto quanto vi viene in mente con la lettera F.

Io, intanto, vi abbraccio forte e vi auguro un felicissimo weekend! Cosa fate, mare? Io mi spupazzo il mio nipotino nella piscina che ho gonfiato a casa…e mi godo un po’ di fresco!

Baciuz! :*

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La valigia di Cassandra

About La valigia di Cassandra

Scrivo e custodisco diari segreti da quando frequentavo le scuole elementari. Confidarmi, raccontare, ripercorrere i momenti più significativi della mia vita attraverso le parole, è donare le ali alla mia anima. La valigia di Cassandra è la mia naturale evoluzione 2.0, anche se ancora oggi annoto i miei pensieri su un foglio di carta...

5 commenti

  1. #Fcome facciamo un pullman per le destinazioni innevate? Sono anche io del club di quelli che non sopportano il caldo e no, assolutamente d’inverno non mi lamento del troppo freddo 😛 Sono con te anche sul fattore “Fermarsi in viaggio”: ultimamente accuso parecchio! Sarà che il pensionato che c’è in me sta urlando la necessità di fare finalmente una vacanza? 😛 Comunque per finire #Fcome Facciamo la valigia hahahahh 😀
    Buona domenica!

    • Fììììììì!!! Ops, volevo dire: sìììì!!!
      Io quando penso ai viaggi invernali, vado in estasi…le città, d’inverno, si colorano di un’atmosfera particolare. Certo, poi magari ogni paesaggio, darà il suo massimo in un particolare periodo dell’anno (pensa al Canada in autunno), ma di base, W la neve e le cime bianche! *_*
      Per il pensionato che c’è in noi, stenderei un piumin…ehm, velo pietoso: è meglio, no? 😉
      Baciiii! :*

  2. Ciao! Allora, con la F mi vengono in mente diverse parole: innanzitutto F come felicità! Quella provata quando si prenota un viaggio, si inizia a pianificarlo e finalmente si arriva a destinazione. F però mi fa anche venire in mente il freddo! Io lo patisco particolarmente, quindi mi devo attrezzare molto bene per sopportare le basse temperature in viaggio 🙂

    Per quanto riguarda i ritmi a cui ti riferivi nel post…io devo dire di essere abbastanza frenetica, nel senso che tendo a camminare molto per cercare di vedere tutto ciò che mi ero prefissata in partenza, anche perché nella maggior parte dei casi penso che non avrò occasione di tornare in quel posto. Però, come te, ho imparato ad alternare alla frenesia il “fermarsi”, perché la vacanza deve essere anche relax. Coniugare il desiderio di scoprire alla voglia di riposarsi non è semplicissimo quando si hanno pochi giorni a disposizione, ma non è nemmeno impossibile! 🙂 Un abbraccio!

    • Siamo d’accordo su tante cose! Anch’io so per certo di non ritornare in alcuni luoghi, ma fermarsi per viverli meglio…è davvero una bella cosa!
      E poi…la felicità che regala un viaggio, beh…è sicuramente la numero uno! :*

  3. Pingback:#Gcome... – La valigia di Cassandra

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