#LeViaggioSventure: persi sulla Garden Route!

Ogni viaggio è un’avventura da ricordare e portare nel cuore, per le emozioni che ci regala a ogni nuovo paesaggio e a ogni nuovo sapore, per gli episodi divertenti e per quelli romantici…ma anche per quelli un po’ sventurati!!

A chi non è mai capitato di vivere una disavventura, che in quel momento fa battere forte il cuore, ma che poi dopo fa sbellicare dalle risate? 😛

A me e a tanti miei colleghi viaggiatori sì, e infatti Simone di The World Passenger ha ben pensato di raccoglierle tutte in una rubrica denominata #LeViaggioSventure…perché si sa, mal comune, mezzo gaudio! 😉

#LeViaggioSventure

dal Blog di Simone…

E quindi, adesso raccolgo l’invito e vi racconto la mia, che di sicuro ha caratterizzato la mia esperienza in Sudafrica.

Premessa: io odio il navigatore satellitare, mentre Aramis lo inzupperebbe anche nel latte a colazione, tanto non ne può fare a meno.

Io mi immagino capelli al vento, occhiali da sole e cartina in mano, mentre per lui è la prima cosa da mettere in valigia, subito dopo il caricabatterie per tutte le chincaglierie elettroniche.

Ma tant’è, sta di fatto che dovevamo compiere il tragitto da Hermanus a Capo Agulhas: Aramis imposta in navigatore, io spiano la cartina, quella colorata dell’ufficio turistico.

Per un primo tratto, i percorsi combaciano: colline a sinistra, casette colorate e mare agitato a destra, un bellissimo sole nel cielo azzurro…chi più felici di noi? <3

A un certo punto, però, il navigatore ci invita a girare a sinistra, verso una sorta di “autostrada”; la mia cartina, dice che possiamo proseguire diritto, sulla “Whale Coast Route“.

Ovviamente, io sono del parere di tirare dritto: perché abbandonare questo paesaggio tipico, in favore di un’autostrada?

Stranamente (mannacc!), anche Aramis è d’accordo e così proseguiamo…<<tanto, ricalcolerà!>>

Passano i chilometri e le uniche parole che sentiamo sono: <<fare un’inversione a U appena possibile!>>

Naaaaaa, pensiamo noi!!!! E intanto, mentre ci godiamo il paesaggio che era davvero bello, prendiamo in giro il navigatore, dicendogli che è grigio e apatico, mentre noi siamo immersi nei colori! *_*

Ciao, ciao, navigatore!!!! Urliamo noi…

…fino a quando non troviamo la strada interrotta e la svolta obbligatoria a sinistra.

Garden Route

Ph by Aramis

Ok, perfetto! Vedi navigatore, che comunque anche più avanti avremmo girato a sinistra? Intanto però, ne abbiamo guadagnato in paesaggio!

Peccato che però questa strada a sinistra, dopo i primi 50 metri, diventa sterrata e ci sembra non condurre per niente alla famosa autostrada.

Garden Route 2

Ph by Aramis

In più, non c’è anima viva né a destra né a sinistra, neanche a pagarla oro…e non giungono macchine da nessuna direzione.

Niente panico, sarà un tratto breve…

Un chilometro, due chilometri, cinque chilometri…e se si buca una ruota? Dove siamo?

Garden Route 3

Ph by Aramis

Sette chilometri, otto chilometri, dieci chilometri…e se tornassimo indietro? Manca meno alla fine o all’inizio?

Quindici chilometri…iniziamo a entrare nel panico. Non abbiamo assolutamente idea di dove siamo e di dove stiamo andando. Il cielo diventa nuvoloso e intanto il navigatore si è completamente arreso.

Garden Route 4

Ph by Aramis

Stringiamo i denti: non può non condurre da nessuna parte…ogni tanto un cartello si vede…forza!

E poi, eccola, la scritta sulla terra del primo centro abitato dopo più di 20 chilometri: ELIM!

Garden Route 5

Ph by Aramis

Non ci posso credere! Auto, persone, case…e poi finalmente la famosa autostrada, che si ricongiunge con il tratto che avremmo dovuto imboccare ormai 70 chilometri fa.

Da lì a Capo Agulhas è una passeggiata. A noi battono ancora un po’ i denti, ma è viaggio anche questo! 😉

Capo Agulhas

Ph by Aramis

E voi? Avete vissuto qualche avventura particolare, degna di nota? Raccontatelo con il tag e teneteci aggiornati! ^_^

La valigia di Cassandra

About La valigia di Cassandra

Scrivo e custodisco diari segreti da quando frequentavo le scuole elementari. Confidarmi, raccontare, ripercorrere i momenti più significativi della mia vita attraverso le parole, è donare le ali alla mia anima. La valigia di Cassandra è la mia naturale evoluzione 2.0, anche se ancora oggi annoto i miei pensieri su un foglio di carta...

18 commenti

  1. Ahah questa disavventura con cartine e navigatori non mi è nuova, anzi! Anche il mio ragazzo userebbe il navigatore per qualsiasi cosa, mentre io ne faccio volentieri a meno. Ma in realtà noi abbiamo avuto spesso inconvenienti proprio seguendo il navigatore, perché sì ci indicava la strada più veloce, ma facendoci passare per campi sterrati, strade assurde e oscene, magari per risparmiare 5 minuti di viaggio 😀
    Ma siamo sempre vivi, e di cose ne abbiamo viste… quindi va bene così, no? 😉

    Un bacione!

  2. Che paura avremmo avuto! Io poi con il navigatore non vado tanto d’accordo, figuriamoci con la cartina. Non so dare indicazioni e quando ci sono più svolte consecutive è capitato che Stefano si dovesse fermare in mezzo ad una stradona super trafficata perché io invece di prendere una decisione continuavo a dire “non so, forse è la prima a destra.. Ma secondo me indica la strada al centro, ah non lo so guarda tu!!!” e gli piazzavo il navigatore in faccia mentre guardava la strada. Ahahah
    Non contate su di me per queste cose! 😂
    Per fortuna poi si è tutto risolto dai!

    • Leo (Aramis) invece mi chiama “la camionista”, perché conosco tutte le strade e camminerei per chilometri senza navigatore: mi oriento, leggo cartine e cartelli…ma quella volta ho alzato bandiera bianca anche io! 😉
      Ma hai ragione…per fortuna tutto si è risolto! 😉

  3. Ma Camionista è il TOP! 😀
    In famiglia invece mi chiamano DanDan, a volte mi chiedono apposta di andare con loro per fargli da navigatore. L’antologia è piena di gente finita dall’altra parte dell’emisfero a causa del navigatore!
    Anche io preferisco cartina, orientamento e spirito d’osservazione!
    E se proprio ce ne fosse bisogno…abbasso il finestrino e chiedo: “Capo…” 😀
    Per fortuna la vostra viaggiosventura è finita bene 😉

  4. Ihihih solo a vedere le foto della strada infinita mi viene un senso di angoscia ed ignoto!! AIUTO 😀

    Decisamente una sventura interessante.. almeno un Autogrill potevano piazzarlo però! 😀

    Grazie per aver partecipato 🙂

    Un saluto
    Simone

  5. Madonna che ansia! Per un attimo mi sono immaginata scenari del tipo The Rocky Horror Picture Show, con te ed Aramis che bucate una gomma e vi fermate nel cuore della notte a chiedere ospitalità in una guesthouse da brivido 😱😱😱
    Ma per fortuna è finita bene,

  6. Ahahaha sono stata in Sudafrica e conosco bene le loro strade deserte, quindi posso immaginare il vostro panico 🙂 le disavventure di viaggio, a distanza di qualche tempo, sono sempre divertentissime: io potrei scrivere un libro! Ho dormito nell’albergo sbagliato, mi hanno rimosso la macchina, sono rimasta completamente senza soldi, il navigatore che decide di non accendersi, svenimenti nella notte in mezzo alla savana…

  7. Ahahah io con le strade me la cavo abbastanza bene, anche se Stefano fa lo scarica barile e mi innervosisce sempre con il suo classico “Secondo te?”, come se conoscessi già tutte le direzioni! A me nella tua situazione sarebbe venuto il panico e sicuramente un mal di pancia a corredare il tutto ahahaha!

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