Scherzetto messicano

Suvvia, lo sappiamo tutti che a Carnevale ogni scherzo vale! E quando mi sono ritrovata in Messico, non potevo far altro che farglielo uno scherzetto a quei simpatici dei messicani!

Come dite? Non era Carnevale ma gennaio? E vabbé…meglio prima che mai! 😛

Ok, ok, vi racconto cosa è successo! Anche se di questa vicenda volevo parlarvene meglio ne #leViaggioSventure, Carnevale mi ha posto l’occasione su un piatto d’argento e io non me la lascerò di certo sfuggire!

Eravamo in Chiapas, sulla strada per raggiungere Palenque, dopo una giornata di pioggia infinita che ci aveva fatto rallentare di parecchio sulla tabella di marcia.

Pioggia in Messico

Ph on the road

A un certo punto, un piccolo furgoncino di colore bianco ci lampeggia, si accosta e dice: <<No pasa>>.

Io e Aramis subito ci preoccupiamo: non sarà di nuovo un blocco sulla strada??? (D’accordo, poi vi spiego meglio…)

Preghiamo tutti i santi del calendario, compreso quello maya, e continuiamo a camminare. Passano due chilometri, poi tre, cinque, dieci e tutto fila liscio come l’olio.

Grande! pensiamo subito noi. Se ci fosse stato un blocco, per quanto gentilissimo, il messicano non ci avrebbe avvisato dieci chilometri prima: che ne sapeva lui che avremmo fatto proprio questa strada?

Ma, nel nostro stato di grazia, dopo ancora altri chilometri di cammino, ecco che vediamo una fila sospetta.

Cominciamo a temere per il peggio e i nostri timori diventano certezze quando vediamo dei grossi blocchi di pietra a delimitare il passaggio.

Questa volta, forti dell’esperienza di un paio di giorni prima, scaravento Aramis fuori dalla porta e gli dico: <<risolvi questa faccenda!>>

Ed ecco che mio marito scende, in maglietta e pantaloncino da perfetto italiano smarrito e si avvicina al gruppo di ribelli messicani. Con i suoi immancabili occhiali da sole, anche in una giornata di pioggia, sfodera la più inventata delle lingua spagnole e inizia a colloquiare con il boss: <<Hola amigo, que pasa?>> e lui subito a spiegargli che stavano protestando contro l’aumento della benzina e per cui, fino alle 12.00, la strada sarebbe stata interrotta!

Fino alle 12??? :-O Ma se erano appena le 9.00!

Con il visino angelico, Aramis inizia a argomentare le sue motivazioni:…ma è troppo tardi…noi dovemos andare a Palenque…hotel chiude…e poi, mia mujer è embarazada!!! –> ovvero, è incinta, MA NON ERA VERO!!!

La cosa là per là, però, sembrava funzionare: il boss ha scrutato Aramis, ha raccolto i suoi scagnozzi e ha detto <<dobbiamo controllare>>.

Me###!!!

Vedo Aramis che torna indietro con un sorriso teso e scortato dal corteo di ribelli, capitanato da un signore grassoncello, con i tipici baffi messicani e senza denti.

Io capisco subito l’antifona e mi preparo: arrotolo la maglietta sotto al maglioncino, gonfio la pancia e mi accarezzo il ventre.

I tipi si avvicinano e io, senza fiato, caccio uno stentato <<Hola!>> a trentadue denti.

La “commissione” esamina la faccenda, i componenti si scambiano un’occhiata di intesa, il boss mi mostra compiaciuto il suo unico dente e sentenzia: <<Puede pasar!>>

Non ci potevamo credere! Aramis si infila subito in macchina e mette in moto; io, ormai, quasi cianotica, continuo a massaggiarmi la pancia con una mano e con l’altra a salutare a mo’ di principessa Kate nel giorno del suo matrimonio.

Arriviamo alla barriera di pietra, spostano i massi, e ci lasciano passare. Vittoria! 

Non è stato un bello scherzetto??? Non me ne vogliate, ma non potevamo perdere altre tre ore senza far nulla, dopo aver già saltato alcuni appuntamenti il giorno prima.

E poi, eravamo completamente immersi nel nulla delle strade del Chipas, che non avremmo potuto impiegare quel tempo in nessun altro modo.

In fondo è stato uno scherzetto a fin di bene e sono certa che, per la cordialità dei messicani, ci avrebbero fatto passare comunque, semplicemente perché eravamo turisti.

E voi? Avete mai seminato qualche scherzetto nel mondo? Se vi va, raccontatemelo! 😉

Un bacio e buon Carnevale!

La valigia di Cassandra

About La valigia di Cassandra

Scrivo e custodisco diari segreti da quando frequentavo le scuole elementari.
Confidarmi, raccontare, ripercorrere i momenti più significativi della mia vita attraverso le parole, è donare le ali alla mia anima.
La valigia di Cassandra è la mia naturale evoluzione 2.0, anche se ancora oggi annoto i miei pensieri su un foglio di carta…

11 commenti

  1. caspita, ma questi qui erano veramente dei pochi di buono? io forse mi sarei fatta prendere dal panico, in certi paesi so che non si scherza!
    Che coraggio 😀

  2. Hahahah siete grandissimi! Ho temuto il peggio mentre leggevo sai? E se uno dei gringos voleva “toccare con mano” come facevate?! hahahaha sono morta dal ridere al solo pensiero…io non ce l’avrei mai fatta a reggere senza ridere!
    E poi da noi mujer “embarazada” significa un’altra cosa….hahahaha sarebbe stato il colmo se ti avessero indicato il primo cespuglio a destra 😀 😀
    Buona serata e buona digestione ^_^
    PS: invitami al battesimo eh! 😛

  3. Complimenti allo spirito d’iniziativa di tuo marito, che ha improvvisato dopo essere stato “scaraventato” a risolvere la faccenda 😀 Meno male che non hanno verificato approfonditamente la cosa! Troppo forti! 🙂

  4. Te e tuo marito siete due geni! Immensi, io voglio i vostri poster con l’autografo! Non ci posso credere, ma sappiate che vi appoggio e, tanto per fare anche io qualcosa nelle prossime ore, vi invio un bel regalino per il lieto evento, ahahahahah!
    PS: giura che è tutto vero!
    Claudia B.

  5. Io mi sarei spaventata un sacco… Vedo troppe serie TV con personaggi terribili! Ahahaha siete stati grandi!!!

  6. Pingback:#LeViaggioSventure: piccole disavventure in Messico – La valigia di Cassandra

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