Worstintravel: le mie intolleranze da viaggio

“Immagina una gioia…forse penseresti a una partenza…”

Per quanto mi riguarda, è sempre così: se ho bisogno di sentirmi bene, guardo le foto di un vecchio viaggio…o ne organizzo uno nuovo! 🙂

Viaggiare ti apre la mente e il cuore, ti presenta scenari e momenti indescrivibili e la serenità ti pervade.

Ma fila sempre tutto liscio come l’olio? A parte ritardi del volo, bagagli smarriti e altre disavventure che fanno parte del gioco, ci sono delle cose che in viaggio proprio non si sopportano e la maggior parte delle volte, dipendono dalle altre persone! 😀

Nasce così Worstintravel, il tag ideato da Beatrice de Il mondo secondo Gipsy per raccontare le nostre intolleranze di viaggio, ovvero quello che ci dà proprio fastidio quando siamo in giro per il mondo.

Le regole per partecipare sono molto semplici:

  • Citare l’ideatore del tag, ovvero Il Mondo secondo Gipsy;
  • Ringraziare chi vi ha nominato;
  • Rispondere con almeno due cose che “turbano” il vostro viaggio;
  • Taggare qualcun altro, per continuare la catena.

Io ringrazio Voce del verbo partire e, tralasciando il pacchetto base dei fastidi – ovvero bambini pestiferi e passeggeri scostumati in fila – vi presento il mio podio da Worstintravel.

Sul gradino più basso, colloco quelli che – al rientro da una destinazione – si lamentano per aver mangiato male. E sapete chi sono la maggior parte delle volte? Quelli che hanno avuto la pretesa di ordinare un bel piatto di spaghetti pomodoro e basilico nel cuore di Bangkok.

spaghetti

Per me è inconcepibile non assaggiare la cucina locale, ma capisco più un dignitoso cheeseburger del McDonald’s, che l’utopia della pasta al dente.

Che poi, dietro la cultura gastronomica di un paese ci sono secoli e secoli di storia e il primo viaggiatore per caso, ovvero quello che parte solo per postare le foto su Facebook, la butta all’aria in un secondo perché lo spaghetto non era di suo gradimento!

No comment!

Al secondo posto della classifica “Worstintravel”, indubbiamente quelli che si posizionano esattamente davanti a te mentre stai scattando una fotografia. Non si guardano intorno, credono di essere i padroni assoluti del luogo e si fermano lì, minuti interi, a non far nulla.

Scusa, ma questo nulla, non lo puoi fare leggermente fuori dal mio obiettivo??? >.<

worstintravel

La medaglia d’oro va ad una categoria di persone che distinguo da lontano e che solitamente (purtroppo!) hanno l’accento italiano, anche se ci troviamo dall’altra parte del mondo: quelle che fumano in un luogo assolutamente immerso nella natura.

Ma come diam@#! fai a sentire il bisogno di accenderti una sigaretta mentre l’acqua cristallina di una cascata sta scrosciando davanti ai tuoi occhi e gli uccellini stanno allegramente cinguettando?

Io e Aramis non fumiamo già di base e quindi il fumo ci risulta inconcepibile a prescindere, ma non capisco l’ottusità delle persone che in un luogo naturalmente “sacro”, si sentono liberi di inquinarlo con fumo e cicche di sigarette.

fumare

Sapete una cosa? Tutti quelli che hanno partecipato a Worsintravel avevano ragione: mentre scrivi, ti sale una rabbia…!!!

Vabbè, per fortuna il mondo è grande e c’è posto per tutti e quando non possiamo confidare nell’intelligenza delle altre persone, facciamo invece ricorso alla nostra pazienza. 😉

Io vi saluto e vado a farmi una tisana rilassante, ma prima consegno la staffetta a Serena, di Sognando Viaggi, per scoprire cosa la fa imbestialire quando è in giro per il mondo.

Ciao!

La valigia di Cassandra

About La valigia di Cassandra

Scrivo e custodisco diari segreti da quando frequentavo le scuole elementari.
Confidarmi, raccontare, ripercorrere i momenti più significativi della mia vita attraverso le parole, è donare le ali alla mia anima.
La valigia di Cassandra è la mia naturale evoluzione 2.0, anche se ancora oggi annoto i miei pensieri su un foglio di carta…

14 commenti

  1. Il tuo podio è anche parte di me: per la vincitrice, poi, io farei persino delle magliette, bandierine e striscioni. Che rabbia assoluta… Lo dico da non fumatrice, ma anche da essere umano. Quante volte capita di dover perdersi nel fumo di sigaretta, quando vorresti solo cinque minuti per respirare aria buona ed il paesaggio attorno a te?
    Sai che alle Maldive, appena scesa dall’aereo dopo ore, mi sono quasi commossa quando ho visto il divieto di fumo anche all’esterno, se non in apposite aree? Mi sono potuta sedere in riva al mare in attesa del volo per la mia isola, senza soffocare nel fumo di sigaretta. In quel momento ho capito di essermi innamorata dei maldiviani!
    Un bacione cara, buon fine settimana!
    Claudia B.

    • Mi dispiace davvero ribadirlo, ma è una cattiva abitudine soprattutto degli italiani…nonostante siamo stati i primi a imporre il divieto di fumo nei locali.
      Comunque appena sono pronte le magliette, spedisci una M da queste parti! 😉

  2. Grazie per la nomination!Abbiamo in comune l’intolleranza per chi si mette davanti alla macchina fotografica mentre sto per scattare…Io divento verde stile incredibile Hulk! 🙂 La prossima settimana racconterò le cose che fanno imbestialire me,è proprio molto carino questo tag! 🙂 un bacino!

  3. Hai toccato proprio un tasto dolente: il fumo! Tutti i fumatori, da quando è entrata in vigore la legge del divieto nei locali pubblici, all’aperto sono dei cani rabbiosi in preda a crisi di astinenza. Non gli puoi dire niente altrimenti ti saltano alla gola e questo li rende ancora più antipatici, più del fumo della loro sigaretta che ti inonda in pieno.
    A volte gli esseri umani si meriterebbero una “faccia di paccheri” e non mi riferisco alla pasta! 😉
    Buona domenica :**

    • Diciamo piuttosto che l’essere umano è presuntuoso: se ha il diritto di fare una cosa, la fa e basta. E questo accade con il fumo, piuttosto che con le famiglie che con un tale arroganza ti spingono al check in dell’aeroporto…< >
      Non l’ho messo in lista, ma questo aspetto caccia fuori il lato peggiore di me!
      Ciao carissima! :*

  4. Da ex fumatrice sono comunque d’accordo con te: quando fumavo ancora trovavo insopportabili soprattutto quelli che arrivati in cima alla montagna, proprio davanti al rifugio, si accendevano una sigaretta e poi lasciavano lì il mozzicone!

  5. Quelli delle foto danno fastidio anche a meeeee! Mio Dio, si piazzano lì e non si smuovono. Mille selfie idioti oppure si mettono in posa davanti a posti assurdi, tipo vetrine di negozi ecc… cioè dove non mi farei mai una foto 😱
    Quelli che fumano a volte non li capisco in determinate situazioni… ad esempio dopo un sentiero di trekking in salita o in presenza di bambini. Quello sarebbe da evitare.

  6. E’ vero che fastidio tutte queste cose!!!

  7. Concordo su tutto… basterebbe un po’ di buon senso e di spirito di adattamento… e invece no!

    Elena

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