Ma son simpatici in Alto Adige?

Scrivo questo post perché ho bisogno urgentemente di ricevere una smentita all’opinione che mi sono fatta degli altoatesini.

Durante il mio ultimo viaggetto in Trentino Alto Adige, infatti, ho incontrato tantissime persone, ognuna impegnata nello svolgimento del suo lavoro, che però mi hanno fatto immaginare che non sono per niente simpatici in Alto Adige!

E soprattutto nel mondo dell’ospitalità, anche se di base hai un caratteraccio, dovresti cercare almeno di sforzati un po’…

C’è da dire che l’Alto Adige cerca di prendere delle lunghe distanze dall’Italia e – anche se la differenza nel modo di vivere esiste, eccome – questa cosa non mi piace proprio.

Ma tant’è, vi riporto alcuni degli episodi che là per là mi hanno lasciata un po’ interdetta, ma sui quali – poi – mi sono fatta delle grasse risate! 😀

1. Cortesia di fine pasto

La nostra prima sera a Merano, scegliamo un locale molto carino dove cenare, come tutti gli altri che abbiamo “testato” del resto. Dopo aver assaggiato piatti davvero deliziosi, chiediamo il conto; non passano neanche due minuti e il cameriere ritorna per chiederci se gradivamo caffè o amaro…vada per il caffè (non per me!).

Purtroppo, soltanto altri due minuti dopo, sorge il primo problema: avevamo già chiesto il conto e quindi i caffè andavano pagati separatamente.

Un momento di stupore, ma ci può stare: non siamo a Napoli dove il caffè, soprattutto se richiesto dopo il conto, è offerto, ma da qui ad andare in panico, ce ne vuole! Tranquillo amico, i sei euro per tre acque colorate che spacci per caffè te li diamo anche su scontrino separato!

Arriva però il momento di pagarlo questo conto: totale, € 164,10.

Rapida raccolta di soldi e vengono fuori € 200,00. È la sottoscritta che li porta alla cassa…e proprio la sottoscritta si becca lo sguardo disarmante della responsabile che con aria candida mi chiede: <<I dieci centesimi ce li hai?>>

No comment!

centesimi

2. Cameriere, mi scusi!

Altro giro, altra corsa.

La sera successiva, cambiamo ristorante e scegliamo un albergo che promette cucina di gran classe sulla riva del fiume.

Non tutti siamo bevitori, per cui un bel bicchiere di cola ciascuno andrà benissimo. Peccato (insomma!) che le portate siano tante, così uno solo non basta. 😛

Chiediamo gentilmente al cameriere, alzando il bicchiere, se può portarcene un altro, ma questi – con fare irritato – si avvicina e urla: <<Ma cosa vuoi?>>

Noi: <<Un altro bicchiere di cola>>

Cameriere: <<Se non me lo dici, come faccio a saperlo?>>

Noi: <<Perdonami, pensavo che questo tipo di bicchiere fosse usato solo per la cola. Cortesemente, puoi portarmi dell’altra cola?>>

Cameriere: <<Me lo devi dire, sennò cosa ti porto!>>

Alla faccia dell’hotel di lusso! -_- (qui sono proprio certa che non sono simpatici in Alto Adige)

bicchiere di cola

3. Un’informazione, per cortesia!

Come vi avevo già raccontato, per il nostro viaggio in Alto Adige abbiamo scelto una pensione a Nalles, incorniciata da meleti e montagne, davvero molto semplice e carina. Naturalmente, l’abbiamo scelta in base a dei servizi per noi imprescindibili: bagno in camera, colazione e parcheggio disponibile.

Proprio quest’ultimo, però, era un po’ piccolino rispetto alla portata del garni, per cui ci siamo ritrovati una sera a non saper dove parcheggiare; in realtà, un posticino lo avevamo trovato, ma non ci sembrava che lo spazio appartenesse alla struttura, per cui chiediamo alla proprietaria maggiori informazioni.

Con un italiano molto stentato, la signora ci spiega che la macchina lì non stava bene e che avremmo dovuto spostarla in uno spazio antistante la pensione, uscendo fuori, poi girando a sinistra, fare una giravolta, farla un’altra volta, e metterla a destra. O.o

Ci guardiamo un po’ smarriti e le chiediamo, allora, se può accompagnarci. La sua risposta?

NO!!!

Grazie signora, lei è proprio un angelo delle montagne! >.<

parcheggio

Naturalmente, questi sono solo alcuni degli episodi che hanno segnato il nostro allegro weekend (sulla proprietaria della pensione potrei scrivere un articolo intero), senza però assolutamente rovinarlo.

Il dispiacere è che in un luogo così bello, quasi da favola, non ci sia la cultura dell’accoglienza e che la regola sia continua scortesia.

Ma come ho detto, sono in cerca di smentite, per cui raccontatemi di tutte le belle persone che avete incontrato da quelle parti e fatemi cambiare idea!

E chissà…magari son simpatici in Alto Adige! 😉

 

La valigia di Cassandra

About La valigia di Cassandra

Scrivo e custodisco diari segreti da quando frequentavo le scuole elementari.
Confidarmi, raccontare, ripercorrere i momenti più significativi della mia vita attraverso le parole, è donare le ali alla mia anima.
La valigia di Cassandra è la mia naturale evoluzione 2.0, anche se ancora oggi annoto i miei pensieri su un foglio di carta…

11 commenti

  1. Il “cosa vuoi” del cameriere è sconvolgente, io avrei parlato con il proprietario e con il manager. Non dico che devi stendermi un tappeto rosso quando entro e ricoprirmi di nettare e ambrosia, però neanche trattarmi come se ti avessi infilato la mano della borsa per rubarti il portafogli! Che personaggio!

    • Infatti è stata la cosa che mi ha lasciata di più senza parole: gli altri, se vogliamo, sono stati anche divertenti, ma questo cameriere è stato così arrogante che è stato fortunato ad aver incontrato una persona garbata come il mio amico!

  2. Mhhh sei stata in Alto Adige per i mercatini o per il festival della maleducazione? 😛
    Per fortuna a me non è mai capitato anzi, sono rimasta piacevolmente stupita con una cordialità che non mi aspettavo: anche dalla gente per strada che mi diceva buongiorno senza conoscermi! 😀
    La signora del NO mi ha fatto morire hahahah! Secondo me è stato il periodo, gli abitanti subiscono una tale sovraesposizione di turisti che sclerano hahahah!
    Con questo non voglio assolutamente giustificarli, l’accoglienza è sacra soprattutto nella ristorazione! Alla domanda “cosa vuoi” con il bicchiere alzato io avrei risposto: Niente, salute fratè, arrivederci e statt bbuon!
    Quindi dovrai assolutamente ritornare, magari in un altro periodo, per avere conferma o smentita! 😉
    Cià 😉

  3. Forse sei capitata nel periodo sbagliato in cui avevano tutti l’umore sbalzato ahahah Divertenti da leggere questi episodi, ma sicuramente meno divertenti da provare con la propria pelle in vacanza. Buona serata!

  4. Accidenti quanta maleducazione! 🙁 Io anni fa avevo fatto un giro tra Merano, Bolzano, Trento e Riva del Garda, fortunatamente non incontrando personaggi del genere, che non conoscono il significato di accoglienza e soprattutto educazione! Più recentemente mi ero fermata una notte nella zona del Lago di Braies ed erano tutti molto gentili nel darci indicazioni…Spero che la prossima volta che capiterai da quelle parti tu possa incontrare persone meno maleducate, su questi potresti scrivere un libro di aneddoti di viaggio da incubo 🙂 Un abbraccio!

    • E’ dispiaciuto tanto anche a me, perché in realtà persone gentili non ne ho proprio incontrate, se non i ragazzi che erano all’interno degli chalet di Natale.
      Comunque la più folle di tutte, era indubbiamente la proprietaria dell’hotel… 😀

  5. Io amo il Trentino e vado spesso in vacanza in Alto Adige perché abbiamo una casa a Moena. Ma devo ammettere che dopo anni ancora non sono riuscita a capirli fino in fondo. Dal casellante dell’autostrada all’addetto alle piste da sci, noto sempre un certo distacco e una certa freddezza da parte loro. Da montanara DOC, devo ammettere che fa parte un pò del carattere, Ma è innegabile che dall’alto atesino traspaia un pò di insofferenza nei confronti di noi italiani. E viceversa! Ma ricordiamoci che hanno sempre voluto separarsi dall’Italia! 😉

  6. Pingback:Mangiare in Trentino Alto Adige – La valigia di Cassandra

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